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Ancora una vittoria: Garegnano sconfitto (60-53)

San Pio X – Pol. Garegnano 1976 60-53 (17-15, 31-29, 43-42)
S.Pio X Milano: Spinetto Carlo (1999) 4, Monzani Marcello (1993) 11, Muratore Simone (1991) 14, Lania Matteo (1998), Benna Alessandro (2002), Di Ceglie Riccardo (2002), Pirosa Matteo (1995), Tagliapietra Enrico (1999) 6, Usardi Andrea (1997) 9, Binaghi Matteo (1999) 6, Terzi Massimo (1997) 6, Finazzer Flori Federico (2000) 4. Falli 14; TL:  11/15 (73%)
Polisp. Garegnano 1976 Milano: Vantini G. (1997) 13, Fiorani G. (1997) 10, Niang D. (1997) 2, Casale D. (1996) 3, Paganoni J. (2000) 2, Boffino R. (1994) 4, Popandonov J. (2000) 4, Schiavone G. (1993) 3, Trombini E. (1991) 10, Visentini D. (1991) 2. Falli: 14+1T; TL: 6/15 (40%)

I numeri parlano chiaro, si è trattato di una gara tirata, equilibrata e giocata punto a punto fino alla fine. In palio c’era la seconda posizione nel girone ed una pesante ipoteca sull’accesso alla fase finale dalla parte “giusta” del tabellone, quella dei playoff. La sana rivalità tra San Pio e Garegnano parte da molto lontano. Ancora ricordo una finale nazionale UISP Under 16, giocata a Montecatini, in cui i nostri ‘86 vinsero la quinta sfida stagionale, dopo aver perso in regular season FIP due gare e in  regular season UISP… due gare. Ma quando la gara aveva avuto qualcosa di concreto in palio i ragazzi avevano tirato fuori gli attributi.
Ecco, ieri sera, negli ultimi 5 minuti è stata una questione di attributi, e le palle che Marcello Monzani ha messo nel canestro lato via Savonarola valevano ben più di tre punti o di 4/4 della linea  della carità. Cito Marcello ma meritano menzione tutti i suoi compagni dal gemello differente Muratore e Ricky Diceglie, sacrificato in panchina in attesa del momento giusto per farsi valere. Peccato per il cuoio capelluto di Matteo Lania, uscito sconfitto dall’incontro troppo ravvicinato quanto assolutamente involontario con un gomito che passava di lì. Le buone notizie sono due: Teo sta bene e la maglia numero venti è uscita linda, come nuova, dal lavaggio. Qualcuno è andato peggio, qualcuno meglio, altri si avrebbero voluta dare di più.

La mia considerazione di fondo è che dobbiamo essere squadra che gioca in cinque e non cinque individui con la maglia dello stesso colore. Gli sport di squadra sono quanto di meno algebrico ci possa essere: cinque individui che valgono 10 se giocano bene insieme valgono 60, 70… anche 80 o più. Quei 5 individui, se si ostinano nell’uno contro cinque valgono quanto vale quell’uno. Se l’uno si chiama Jordan, James, Curry o Bryant, da solo fa cento e vince. Ma io, nelle minors milanesi non ho mai visto un 100. Forse qualche 12, magari un 15, gente che può spostare gli equilibri ma sempre facendo parte di un insieme. Cerchiamo di trarre il massimo dall’esperienza di questo anno, un anno anomalo e , per le cause che lo hanno determinato, spero unico. Non mi riferisco al risultato nudo e crudo, a quella che sarà la posizione finale del San Pio a fine stagione. Mi riferisco alla crescita di tutti noi, dell’under al senior, dai coach ai dirigenti.
Impariamo che, come dicono fu detto da Abramo Lincoln, “together we stand, divided we fall”.

 

 

 

 

 

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