Comunicazione di aggiornamento alle famiglie

Da qualche giorno siamo di nuovo segregati a casa. Personalmente esprimo il mio giudizio sul provvedimento solamente dal punto di vista della salute di noi tutti. E lo giudico positivamente. Non esprimo parola relativamente alle difficoltà che molti lavoratori, imprenditori e imprese dovranno soffrire: non è questa la sede né la circostanza nella quale aprire possibili controversie.
Tutti i nostri ragazzi, come fascia d’età, frequentano le classi II e III media o le scuole superiori e quindi devono affrontare l’anno scolastico (speriamo per poco tempo) con la DAD, odioso acronimo per definire la Didattica A Distanza. Già da alcuni giorni, per quel che concerne il San Pio X, stiamo cercando di coinvolgere i ragazzi in allenamenti in remoto, via collegamento con il computer o con lo smartphone. Ci rendiamo conto che questa attività è solo palliativa della pratica sportiva vera e propria ma, oggi come oggi, è ciò che si può fare. Stiamo studiando alcune possibili differenziazioni rispetto alla semplice ginnastica a corpo libero e, anche nell’ambito della ginnastica pensiamo di rivolgerci a professionisti del settore. Stiamo contattando personaggi che operano nel mondo dello sport giovanile in società professionistiche di calcio e speriamo di avere la loro collaborazione per la stesura di allenamenti (sempre in remoto, sempre nel totale rispetto delle regole, dal DPCM al… regolamento condominiale) da proporre. Contemporaneamente promuoveremo un’attività di apprendimento in video di alcune tecniche (dal tiro, al movimento dei piedi) e di sviluppo delle capacità di interpretare le situazioni di campo (letture della difesa avversaria, distanze tra i giocatori, scelte e tempi di attacco).

La speranza di tutti è quella di poter tornare in palestra a gennaio e partire coi campionati a febbraio. Questo è il messaggio che la FIP ci trasmette e al quale vogliamo credere. Il nostro obiettivo primario è quello di avere le palestre ben affollate sin dal primo giorno di uscita da questo momento di isolamento a casa. La pallacanestro è la ragion d’essere del San Pio X e non intendiamo rinunciarvi.

Un riferimento doveroso, infine, agli aspetti economici: come già detto in precedenza la nostra è una associazione senza fine di lucro. Abbiamo dei costi e li finanziamo con le quote che le famiglie pagano per far giocare a basket i loro giovani atleti. Ribadisco che faremo dei conti a consuntivo e, qualora quanto incassato dovesse eccedere i bisogni per pagare i costi di funzionamento, restituiremo alle famiglie quanto loro spettante. Ovviamente mi corre l’obbligo di sottolineare che a tutt’oggi, certamente in buona fede, ci sono quote che sono ancora in sospeso. Ci faremo parte diligente per chiedere a chi è ancora indietro col pagamento delle prime quote di allinearsi alle famiglie che sono già in regola. Chiaramente oggi come oggi non riteniamo di poter chiedere il pagamento dell’intera quota finche non sapremo in relazione a quale periodo essa dovrà essere calcolata e, lo ripeto, intendiamo restituire a tutti quanto ecceda i costi che verranno effettivamente sostenuti.

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